Cicatrici
Trasmutazioni nei luoghi sacri della Sardegna
Sardegna, il segno della malattia diventa arte:
parte il progetto “Cicatrici/Trasmutazione”
Parte a marzo “Cicatrici/Trasmutazione. Ritratti nei luoghi sacri della Sardegna”, il progetto multidisciplinare che trasforma il segno della malattia in opera d’arte nei luoghi sacri dell’isola.
Il progetto di Welfare Culturale “Cicatrici/Trasmutazione” approda in Sardegna con un obiettivo ambizioso: trasformare il segno del trauma e della malattia in un’opera d’arte collettiva. L’iniziativa, promossa dall’Associazione inVita la Vita con il sostegno della Fondazione di Sardegna, propone un percorso di resilienza dedicato a pazienti oncologici e persone reduci da eventi traumatici.
Il progetto supera la teoria della riparazione giapponese per farsi pratica concreta. Da marzo a giugno 2026, sedici partecipanti affronteranno un percorso guidato da un’equipe d’eccellenza — coordinata da Sibylle Pieyre de Mandiargues — che integra psico-oncologia (Simona Murtas), scrittura creativa (Carla Marcialis), espressione vocale (Nunzio Caponio) e arti visive (Cristina Mandelli).
L’obiettivo è la decostruzione dello stigma: la cicatrice non più come segno di vergogna o “rottura”, ma come testimonianza di avvenuta guarigione.
L’atto finale del progetto vedrà i partecipanti protagonisti di una sessione fotografica curata da Graciela Iturbide. Gli scatti non avverranno in studio, ma nei luoghi archeologici e sacri dell’isola, creando un parallelismo visivo tra la pietra millenaria “ferita” dal tempo e la pelle segnata dal trauma.
“La cicatrice dice: ‘qui mi sono fatta male, qui sono guarita’”, spiegano gli organizzatori citando Louise Madeira. “Con Iturbide, questo messaggio diventerà un’opera d’arte universale.”
Il progetto culminerà in una mostra fotografica itinerante e nella pubblicazione di un catalogo.
Contatti per la stampa
Associazione inVita la Vita
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